Quale è il confine tra arte e deuncia?
Quando un graffito diventa arte di strada?
Chi decide se un’opera di strada è artistica?
Perché scegliere un muro al posto di una tela?
Quesiti molto interessanti, ma di più lo sono le opere che vediamo ogni giorno sulle nostre strade.
Negli ultimi due decenni circa in Italia, è arrivata, dall’America, la moda del writing, in pratica l’idea di dipingere muri o mezzi di trasporto. La quantità di pittura sparsa sul muro o altrove può essere diversa, si passa da semplici “tag” a dipinti anche complessi e di qualche pretesa, la qualità è logicamente anch’essa molto variabile. Non credo ci sia una filosofia dietro questo tipo di scritta e non c’è nemmeno alcun intento artistico.
Com’è logico, a nessuno verrebbe in mente di difendere chi scrive “Falla” sui muri e lasciare i segni del proprio passaggio imbrattando il bene comune.

Il graffito, del genere “Falla”

o “Tally Park” dei writer, non ha nessun tipo di connotazione particolare né sono indicative di un umore preciso.
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