Castel Giubileo una realtà all’interno di una Metropoli
La nostra storia nasce quando Papa Bonifacio VIII Caetani acquista, con i fondi del Giubileo del 1300, il Castello di proprietà del Monastero di San Ciriaco, da qui in nome del Borgo, “Castel Giubileo”.
Data la sua posizione strategica il Castello, nel corso degli anni, fu sempre usato come prima barriera contro le invasioni allo Stato Pontificio. E nel 1400 Paolo Orsini, al comando delle milizie pontificie, mise in fuga le truppe del Re di Napoli. Negli anni successivi il borgo fu sempre coinvolto in razzie e saccheggi.
Dalla fine del 1800, il Castello e le terre annesse furono utilizzati prettamente per il lavoro agricolo o per il pascolo.
Castel Giubileo fa di nuovo parlare di sé con l’Eroe dei due Mondi; infatti, Giuseppe Garibaldi il 29 ottobre del 1887 lascia le truppe accampate presso Villa Spada e stabilisce il suo quartier generale all’interno del Castello, prima di partire all’attacco dello stato pontificio. In questo primo assalto, però, fu sconfitto.
Di nuovo Castel Giubileo sale alle cronache nell’agosto del 1900: il 12 agosto di quell’anno ci fu un deragliamento causato dalla mancata segnalazione di un treno fermo per guasto. Ci furono una ventina di vittime e un centinaio di feriti. Il treno trasportava le delegazioni europee che avevano partecipato al funerale di Re Umberto I, assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, e all’incoronazione di Vittorio Emanuele III.






















Nel dopoguerra inizia l’urbanizzazione con i braccianti chiamati dal nord per bonificare l’Agro Pontino e inizia anche l’industrializzazione del quartiere. La società Idroelettrica Tevere (SIT) commissiona la centrale idroelettrica all’architetto Gaetano Minnucci. L’inaugurazione alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi avvenne il 12 maggio del 1951. Attualmente la Centrale è gestita da Enel Green Power.
Molto probabilmente, proprio a causa dalla sua posizione, ovvero un triangolo che si chiude tra il fiume Tevere, il Grande Raccordo Anulare e la Via Salaria, il quartiere ha mantenuto tra i suoi abitanti un forte senso di appartenenza. Passeggiare tra le stradine e vicoli del quartiere riporta a un andamento lento della quotidianità, il traffico limitato, l’aiuto reciproco, il silenzio e il rispetto. Non sembra quasi di essere in una grande Metropoli, ma ancora in un Borgo intento a mantenere la propria identità.






